Un drammatico evento ha sconvolto la città di Lucca : nella mattinata di venerdì 7 febbraio , una neonata di appena un mese di vita è stata trovata senza vita nella sua culla all’interno della casa in cui viveva con la madre. Le circostanze del decesso sono ancora avvolte nel mistero, ma la Procura ha deciso di iscrivere la madre della bambina, una giovane di 21 anni, nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo . Si tratta di un atto dovuto per consentire alla donna di nominare consulenti di parte , nel quadro di un’indagine che punta a chiarire le cause della tragica morte.
Secondo le prime ipotesi investigative, la neonata potrebbe aver assunto una sostanza tossica attraverso il latte materno , una teoria che gli inquirenti stanno vagliando con attenzione. Tuttavia, non si escludono altre possibilità , tra cui l’ ingestione accidentale di una sostanza nociva presente nell’ambiente domestico o la SIDS (Sudden Infant Death Syndrome) , ovvero la morte improvvisa del lattante , una sindrome che colpisce neonati apparentemente sani nel sonno, senza segni evidenti di sofferenza o patologie pregresse.
L’autopsia: nessuna violenza fisica, disposti esami tossicologici
Per far luce sulla causa del decesso, la Procura ha disposto l’ autopsia , che è stata eseguita presso l’ Istituto di Medicina Legale di Pisa . L’incarico è stato affidato al professor Marco Di Paolo , medico legale, e al neonatologo Vincenzo Nardini . All’esame hanno partecipato anche i consulenti nominati dalle parti coinvolte : uno per la madre della piccola e l’altro per il padre e gli altri familiari, considerazioni parti offese. Dai primi risultati autoptici , non emergerebbero segni di violenza fisica o soffocamento , escludendo dunque l’ipotesi di un atto volontario o accidentale di soffocamento da parte della madre o di altri membri della famiglia.
Tuttavia, per avere un quadro più chiaro sulle reali cause della morte della neonata, sono stati disposti esami tossicologici e istologici , che potranno rivelare l’eventuale presenza di sostanze tossiche o altre anomalie fisiologiche. Sarà necessario attendere l’esito di questo test per determinare con certezza se la piccola possa aver assunto involontariamente sostanze nocive , se il latte materno possa aver veicolato qualche elemento pericoloso o se si sia trattato di un caso di morte in culla (SIDS) , un fenomeno ancora oggi poco compreso dalla medicina.
Le ipotesi al vaglio degli inquirenti
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della bambina , raccogliendo testimonianze e provare per capire se possa esserci stata una causa esterna che ha portato al decesso. Tra le ipotesi al vaglio: Assunzione accidentale di una sostanza tossica attraverso il latte materno, magari dovuta a farmaci, droghe o sostanze chimiche ingerite inconsapevolmente dalla madre. Presenza di sostanze tossiche nell’ambiente domestico , come detersivi, pesticidi o altri elementi che potrebbero aver contaminato gli oggetti con cui il neonato è entrato in contatto. Sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) , un fenomeno che colpisce i neonati apparentemente sani senza alcun segnale di preavviso.
L’attenzione degli investigatori è concentrata anche sulla condizione della madre : gli inquirenti stanno cercando di capire se fosse in cura per qualche patologia, se assumono farmaci particolari o se vi fossero altri elementi che potrebbero aver influito sulla tragedia.
Attesa per i risultati degli esami
La comunità di Lucca è sconvolta dalla vicenda, e mentre la famiglia è distrutta dal dolore, la giustizia sta facendo il suo corso. I risultati degli esami tossicologici e istologici saranno determinanti per stabilire se si sia trattato di un tragico incidente, una fatalità naturale o una negligenza. Nei prossimi giorni la Procura potrebbe disporre ulteriori accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda e assicurarsi che sia fatta piena luce sulla morte della piccola. Intanto, la madre, pur indagata, si trova in un profondo stato di shock e continua a professare la sua totale estraneità a qualsiasi responsabilità nella morte della figlia.