Messina, 4 aprile 2025 — Stefano Argentino, 26 anni, ha confessato l’omicidio di Sara Campanella, la studentessa universitaria di 22 anni accoltellata a morte a Messina. Durante l’interrogatorio di garanzia, Argentino ha dichiarato di aver avvicinato Sara per discutere della loro relazione e per chiedere spiegazioni sul perché non avesse risposto a un suo messaggio inviato a gennaio. Ha riferito che la ragazza si era mostrata “fredda e indifferente” nei suoi confronti. Tuttavia, non ha fornito dettagli sull’aggressione, limitandosi a dire di essere fuggito perché non sapeva cosa fare.
Secondo le indagini, Argentino nutriva da tempo un’ossessione nei confronti di Sara, perseguitandola con attenzioni non corrisposte e comportamenti molesti. Amici e colleghi della vittima avevano notato questi atteggiamenti assillanti. Il giorno del delitto, Argentino avrebbe seguito Sara dopo le lezioni, avvicinandola per l’ennesima volta.
Dopo l’omicidio, Argentino è fuggito verso la sua città natale, Noto, dove è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri. Durante l’interrogatorio, ha ammesso il delitto ma non ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto ad aggredire la ragazza. Il suo legale ha riferito che il giovane è apparso “confuso” e “prostrato”, aggiungendo che Argentino ha continuamente parlato del suo rapporto con la vittima, mostrando una percezione distorta della realtà.
La madre di Sara, Cetty Zaccaria, ha espresso il suo dolore sui social media, invitando tutte le donne vittime di molestie a denunciare. Ha sottolineato che la famiglia non era a conoscenza delle persecuzioni subite dalla figlia, ma ha ribadito che Sara non aveva mai ricambiato l’interesse di Argentino. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e per accertare eventuali responsabilità aggiuntive.